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Comunità Montana Alto Vastese Zona «U»

Piazza Caduti sul Lavoro, 4 - 66050 Torrebruna (Ch)

I Comuni dell'Alto Vastese


Carunchio
Situato al centro della valle del fiume Trigno, dal paese si gode un panorama stupendo, che va dalla Maiella fino al Gargano. Il territorio del comune si estende per 32,39 Kmq, su un area prevalentemente di media montagna, la sua economia è basata prevalentemente sull'agricoltura e la pastorizia.
Le prime tracce storicamente certe risalgono al 1173. Odorisio di Sinibaldo l’ebbe in dote baronale; nel 1316 risulta infeudata a Gisolfa e Sofia di Caronco. Ai Caracciolo di S. Buono dal XV sec. per concessione di re Alfonso; quindi nel 1451 a Marino con il feudo di Monteferrante e nel 1498 l’investitura venne confermata a Tiberio, Alarino, Galeazzo e Giovanni Caracciolo. Nel 1669 venne aggregata ai titoli di Giovanni Caranido duca della Celenza. Per tutto il XVIII sec. e fino all’abolizione della feudalità, restò ai Marinelli titolari dal 1797. Carunchio ha dato i natali a molti uomini illustri tra cui Luigi Maria Capoleoni medico ordinario della corte ottomana e medico particolare del principe ereditario Muraud.

Castelguidone
Situato su una collina tra i torrenti Valloncello e Lame delle Pesce, dal paese si gode uno stupendo panorama sulla Valle del Trigno, non lontano dal confine con il Molise. Il suo abitato si caratterizza per i suggestivi vicoli gradonati, oltre che per le belle case in pietra.
Le origini di Castelguidone non sono certe; gli storici sono orientati al periodo altomedioevale. Se ne ha notizia certa al secolo XIV quando la località è ricordata come “Castrum Guidonum”. Sul suo territorio si trovano tracce di storia antecedente al medioevale: una villa romana, alcune colonne del II sec. a.C. (conservate presso la sede comunale) ed una testa di bronzo attualmente esposta nel Museo della Biblioteca Nazionale a Parigi. Nel periodo delle Baronie aveva una funzione di controllo della vallata con la sua struttura fortificata; quasi inesistenti le notizie sul castello. Occupata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, venne risparmiata dalla distruzione. Oggi i suoi Amministratori sono impegnati a posizionare il paese in un contesto turistico rurale ed ecologico, nel rispetto delle tradizioni.

Castiglione Messer Marino
Posta sulla sommità di un monte, tra l'alveo del torrente Sente e l'area sorgentifera dei fiumi Treste e Sinello. Il suo territorio si estende per 47,7 Kmq su un area ricca di praterie, pascoli e boschi. La più antica citazione documentata è del 1027 e riguarda le due abbazie di S. Maria della Noce e S. Salvatore, risultanti nel feudo del conte Maniero di Trivento. Sullo stesso territorio sorge la Chiesa di S. Maria del Monte, eretta non più tardi del IX sec. La cittadina fu seriamente danneggiata dal terremoto del 3 novembre 1706; sotto l’occupazione francese nel vastese, viene piantato “l’albero della libertà” nel 1799, causa di forti movimenti di reazione con connotazioni spesso riconoscibili nel brigantaggio e ripetutisi in forme similari anche durante la successiva repressione borbonica nel 1861. Paese di antiche tradizioni, ospita ancora numerose fiere di merci e bestiame; forte la vocazione al turismo salutare, sportivo ed escursionismo.

Celenza Sul Trigno
Situato in una zona altamente panoramica, il paese è posto su un costone alla sinistra del fiume Trigno. Il suo antico borgo, caratteristico per i suggestivi vicoli, è da ricordare per la Matrice, che conserva la tomba d'Avalos-Pignatelli.Celenza sul Trigno è posta su una dorsale collinare tra i torrenti Vecchio e Caccavone, alla sinistra del fiume Trigno. Il territorio del paese, esteso 22,60 Kmq, gode di un notevole panorama che abbraccia la Maiella, il Matese e le colline che scendono verso l'Adriatico. Il ritrovamento di un cippo militare ed alcune monete attestano un insediamento dall’epoca romana. La fondazione del paese è da far risalire al periodo compreso fra il IX e X sec. Nel 1272 il feudo passa a Odorisio di Sinibaldo e dal 1309, sotto la giurisdizione spirituale della Diocesi di Trivento. Viene concessa, quale dote della moglie Maria di Sangro, a Marino Caracciolo nel 1451; nel 1464 re Ferrante la cede a Marino detto Scapuccino. Nel 1764 muore Cosima Caracciolo, ultima discendente di Marino; il feudo è concesso al figlio Carlo Cesare D’Avalos. L’abitato fu danneggiato durante l’ultima guerra, ricostruito è oggi centro attivo con buone opportunità di sviluppo. Come terrazza sulla Valle del Trigno il paese aspira a potenziare la sua area per insediamenti artigianali e della piccola industria per determinare quello sviluppo che si è sempre auspicato per la Comunità.

Fraine
Posta sulla sommità di un colle tra il fiume Treste e il torrente Lama. Il suo territorio si estende per 16,10 Kmq. Dai documenti della curia arcivescovile teatina (1323) si evidenzia la distinzione tra Fraine Superiore e Fraine Inferiore, denominata quest’ultima Frainelle. Stupenda l’architettura della Chiesa Madre (1600) e del Santuario Mater Domini (a 2 Km dal centro abitato) una volta monasteriale e di probabile origine benedettina, limitrofe al bosco di Vicenne. Una lenta crescita nel tempo ha portato all’attuale insediamento.

San Giovanni Lipioni
Piccolo paese arroccato su un costone roccioso, da qui si domina la valle del fiume Trigno. Nel pittoresco borgo dominano le case in pietra, mentre merita una visita la chiesa parrocchiale, ed i suoi interni. Il suo territorio si estende per 8,67 Kmq, su un area di media collina. Le sue origini sono avvolte nel mistero del tempo, così come quelle del toponimo che, probabilmente, ha subito continue variazioni nel corso della storia. Significativi i resti architettonici medioevali (XII-XIV sec.) conservati; la Fontana Vecchia (1726-1804) è stata riportata alla grande dignità monumentale per merito di un recente restauro. Risale al 1504 la imponente Chiesa di S. Maria delle Grazie, rifatta nel 1700 in stile barocco, oggi sede parrocchiale. Del XVI sec. è la Chiesa Santuario di S. Giovanni e S. Liberata, portale romanico gotico. La felice posizione collinare, i reperti architettonici, l’aria salubre, la buona qualità dei prodotti tipici e la ospitalità degli abitanti caratterizzano questo centro che può essere una gradevole meta per un turista attento e sensibile.

Schiavi d'Abruzzo
Posto al di sotto della vetta del Monte Pizzuto (1290 m), dal paese si domina l'ansa sottostante che fanno il fiume Trigno e il torrente Sente. Percorrendo una pittoresca scalinata si giunge fino alla "rotonda", una verde montagna dalla quale si gode uno splendido panorama. Tradizione e senso di ospitalità sono il vero patrimonio della popolazione che sta sviluppando la naturale vocazione al turismo di tutto il territorio per merito anche delle evidenze naturalistiche, climatiche ed archeologiche. E’ certo che popolazioni abruzzesi vissero nei luoghi ove sorge Schiavi d’Abruzzo da più di 2000 anni. Innumerevoli reperti archeologici preromani, romani e medioevali sono la testimonianza di una antica e radicata civiltà contadina. Nel II sec. a.C. furono edificati un imponente santuario italico, un ben conservato Tempio italico ed un Tempio minore.

Torrebruna
Piccolo paese dal quale si gode uno stupendo panorama sulla valle del Trigno, Torrebruna è situata a sud-est dei colli Carunchina e Civitella. Il suo territorio è ricco di boschi, mentre nell'abitato merita una visita la chiesa parrocchiale; da vedere anche l'antico palazzo baronale, nella vicina frazione Guardiabruna. Affonda nella preistoria la sua origine.Colinizzata dai romani, l’attuale insediamento è da far risalire, quasi certamente, all’alto medioevo. Nel 1202 alcuni documenti “fiscali” individuano il paese ed i suoi nuclei familiari (fuochi). Giovan Battista Caracciolo (1606), Giulio Cesare e Giovanni duchi di Celenza (1622), Alfonso Caracciolo duca di San Buono (1626), Giovanni Caracciolo (1669), i D’Avalos duchi di Celenza (1746) sono stati i titolari delle terre di Torrebruna succedutisi nel corso del tempo. Guardiabruna è stata inclusa nel Comune di Torrebruna dai primi del XIX sec.

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